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risposta
9 mesi fa
Cari colleghi. Immaginate di dover gestire un condominio all'Alpe di Siusi di 170 appartamenti, che nei mesi morti vedono presenti solo pochi condomini. Oggi in periodo Covid c'è la tendenza id pensionati di voler passare più mesi in tali appartamenti, per sfuggire dai pericoli della città, ma in tale condominio vi è l'abitudine di spendere tutti gli impianti nei mesi morti per risparmiare il consumo disperso anche solo nelle tubazioni di un impianto di 50 anni. L'acqua calda ed il riscaldamento sono accesi quindi solo nei periodi di Natale 1 dicembre-31marzo e poi estivi 1 giugno-31 ottobre. Ora qualche condomino si ribella a questa decisione presa a maggioranza in condominio in assemblea.
Personalmente, se tale abitudine non è inserita nel regolamento contrattuale, noto quindi al momento dell'acquisto di un immobile, una decisione assembleare può essere accettabile se vede però una totalità di adesione da parte di tutti i proprietari, altrimenti si va contro al diritto di riscaldamento o di fornitura di acqua calda in un condominio con impianti centralizzati. In passato quindi tutti i condomini hanno dovuto installare un boiler elettrico e dotarsi di stufette elettriche per permanenze in periodi di impianti "spenti". Ora però questa situazione sta diventando "stretta".
Voi che ne pensate?
9 mesi fa
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